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venerdì 20 gennaio 2017

Atlante del lavoro e delle qualificazioni

L'Atlante del lavoro e delle qualificazioni descrive i contenuti del lavoro in termini di attività (task, compiti,…) e di prodotti-servizi potenzialmente erogabili nello svolgimento delle stesse attività descritte.

I contenuti del lavoro sono rappresentati, e resi navigabili, attraverso uno schema di classificazione formato da 24 settori economico professionali. La classificazione dei settori economico-professionali (SEP) è stata ottenuta utilizzando i codici delle classificazioni adottate dall’ISTAT, relativamente alle attività economiche (ATECO 2007) e alle professioni (Classificazione delle Professioni 2011), ed è interamente ad esse connessa. La classificazione SEP è composta da 23 settori più un settore denominato Area Comune. L’Area Comune raccoglie tutte quelle attività lavorative non caratterizzate in modo specifico da uno specifico settore come attività riguardanti: l’amministrazione, il marketing, la comunicazione e le pubbliche relazioni, gli affari generali, la gestione delle risorse umane,… In questo senso l’Area Comune è quindi da considerarsi come un addendum rispetto agli altri 23 settori di cui è composta la classificazione.

lunedì 28 luglio 2008

FATICHE DI UN MODERNO SISIFO



Fogli e parole
che si trasportano in maniera complicata
un ufficio intero
in borse troppo pesanti.
Carte superflue ed essenziali
pesi inutili
congegni soft eppure impaccianti
come protesi della nostra memoria
o lampade di aladino da cui trarre
frasi progetti contatti
destinati a ipotetici successi.
Cattive abitudini
nate per gestire moltitudini di dati
per rendere replicabile i risultati di passate fatiche
per avere tutto a portata di mano.
Vana fatica
che ricorda Sisifo e la sua pietra rotolante.

mercoledì 2 luglio 2008

IL CIECO E IL PUBBLICITARIO

Un cieco stava seduto sui gradini di un edificio. Ai suoi piedi aveva un cappello ed un cartello con la scritta: "Sono cieco, aiutatemi per favore".
Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che nel cappello c'erano solo pochi centesimi. Allora si chinò e versò delle monete. Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vendente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli chiese: "Ma che cosa hai scritto sul cartello". E il pubblicitario rispose: "Niente che non fosse vero, ho solo riscritto il tuo messaggio in maniera diversa", sorrise ed andò via. Sul cartello c'era scritto: "Oggi è primavera... ed io non la posso vedere".