da E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell'insegnamento e riforma del pensiero, Cortina, Milano 2000.
(J.R.R. Tolkien nel saggio On Fairy-Stories – Sulle fiabe - pubblicato in Italia da Bompiani nel libro Albero e foglia )
da E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell'insegnamento e riforma del pensiero, Cortina, Milano 2000.
"La seconda sera il maestro di cerimonia aveva organizzato una spedizione nella savana. Scopo: far credere agli impiegati in contratto a tempo indeterminato che andavano a vedere il paese, che evadevano dalla loro prigione di lusso. Naturalmente non era affatto così: trasportati in 4x4 in riva al Lago Rosa per uno spettacolo di danza africana seguito dal tipico montone allo spiedo, non avrebbero visto nulla di vero. Si sarebbero spostati unicamente per verificare che il paesaggio assomigliava proprio alla brochure fornita dal tour operator. Il turismo trasforma il viaggiatore in controllore, la scoperta in verifica, lo stupore in avvistamento, il Routard in san Tommaso. Ciononostante Octave si faceva divorare dalle zanzare; un che di avventura restava dunque possibile se si dimenticava lo spray alla citronella nella camera d'albergo"
Frédéric Beigbeder, Lire 26.900, Feltrinelli
"Un tempo non avevo difficoltà a immergermi in un libro o in un lungo articolo: la mia mente si lasciava catturare dal racconto - o dalla complessità di un ragionamento - e trascorrevo ore a percorrere in lungo e in largo il testo. Oggi non ci riesco quasi più. Anzi, spesso la concentrazione comincia a calare dopo due o tre pagine. Non riesco a stare fermo, perdo il filo, cerco qualcos'altro da fare. (...) Come ha osservato negli anni sessanta il teorica dei mass media Marshall McLuhan, i mezzi d'informazione non sono dei canali passivi: forniscono i contenuti su cui si elabora un pensiero, ma al tempo stesso influenzano lo stesso processo di formazione del pensiero. Ho l'impressione che internet stia demolendo la mia capacità di concentrazione e di riflessione".
Il pensiero del giornalista statunitense, cui il settimanale “Internazionale” ha dedicato un ampio spazio (nr. 751 del 4/10 luglio 2008), ha scatenato un acceso dibattito tra i guru della rete. Stowe Boyd, esperto di tecnologie, ad esempio sostiene che se ancora non siamo in grado di riconoscere la superiorità del “pensiero reticolare”, proprio di internet, è solo perché continuiamo a confrontarlo con il nostro vecchio “modo lineare” di ragionare, basato su testi lunghi. “Questo modello reticolare – sostiene Boyd – permette di ascoltare più voci che discutono tra loro”, passando da una tesi all’altra attraverso una rete.
Chi non trascorre
i suoi giorni
nel regno dei sogni
è schiavo dei giorni
(Gibran)
[L'immagine sopra riportata è tratta da http://www.parlandosparlando.com/view.php/id_730/lingua_0/ ]
(J.R.R. Tolkien nel saggio On Fairy-Stories – Sulle fiabe - pubblicato in Italia da Bompiani nel libro Albero e foglia )
Ho letto un bel libro di un architetto. Si intitola "La casa come luogo dell'anima" e se volete potete saperne di più cliccando qui.
Ecco alcuni concetti che vorrei fissare nella memoria:
la forma influenza le relazioni
la gente non frequentava le cattedrali medievali per contemplare l'architettura, ma per partecipare ai rituali religiosi: l'architettura imprime un particolare carattere all'esperienza, è spazio e confini in cui le cose avvengono, influenzando fisico e stato d'animo
un tavolo circolare è diverso da un tavolo rettangolare, sia fisicamente che simbolicamente
l'equilibrio è qualcosa di dinamicamente vivo: placa il movimento, ma non lo blocca, né lo irrigidisce
le case e le stanze a forma di scatola sono aride: il rettangolo indebolisce l'umana vitalità
ascoltare è l'opposto di discutere con accanimento. Le discussoni polarizzano le rispettive posizioni. Non sono mai riuscito a convincere nessuno (né mi sono lasciato convincere) per mezzo di una discussione. Dall'ascolto invece nascono le giuste domande.
Portarsi dietro solo un notes e una penna, nient'altro. Solo un notes per appuntarsi idee, riflessioni e parole. Un notes che costi poco, che pesi meno, che stia in tasca, che non dia ingombro. Un notes su cui annotare, per riporre in un luogo sicuro i pensieri.
Allontanarsi dalla mangiatoia e digerire: semplice, naturale, eppure tremendamente difficile: vincere la tentazione di perdere tempo, vincere la sete di novità, vincere il bisogno di ingurgitare in continuazione, vincere il timore che solo col prossimo libro, col prossimo articolo, col prossimo giornale potrò finalmente fermarmi a riflettere.
E poi parlare: tradurre i pensieri in parole, dar voce alle emozioni, esprimere parlando e condividendo, esprimere per il gusto di creare un rapporto, di dialogare, di mettersi uno accanto all'altro.
[ l'immagine sopra riportata è tratta da http://misesti.blogspot.com ]